A burp is not an answer
Avventure di un antisociale, moderatamente cinico
e necessariamente autoironico, soprattutto verso gli altri...
dal 22 gennaio 2004
*loading* pirla qualsiasi
hanno letto le mie cazzate
Ehm... Ehm... Prova... Sì!
Sì, funziona ancora, basta togliere un po' di polvere...
Non è che sono ritornato, nè ho riaperto il blog. Almeno non del tutto...
È solo che l'altro blog, quello ufficiale, pare abbia qualche problema al server, quindi aspetto un po', per vedere se si riprende o se devo rifare tutto da capo...
Boh?
Quindi, per il momento, scrivo di qui...
Se nel post precedente i tempi erano maturi, e "qualcosa" stava arrivando, ora è arrivato il momento.
Da oggi, dopo 2 anni di onorato servizio, e più di 15000 visitatori, questo blog chiude i battenti (rimanendo sempre qui come memoria storica), e si trasferisce finalmente su:
su piattaforma Wordpress completamente indipendente da servizi di blog hosting altrui, quindi molto più libera e flessibile di Splinder.
Se volete aggiornare i preferiti e passare di là ogni tanto, mi fa piacere. Se, invece, volete continuare a stare di qui, di roba da leggere ce n'è, però non aggiornerò più...
I tempi sono maturi...
sta arrivando...
Ovvero quanto è bello avere la finestra del bagno che non chiude...
... e ricevere sulla "dolce chiappotta" (©) sinistra tutta l'aria gelida della siberia.
E finchè si tratta del bisogno piccolo (maschilmente parlando) non è quel problema, perchè oltre ad essere una cosa rapida, si è coperti abbastanza bene. Il difficile viene con il bisogno grosso che, in quanto tale, ha bisogno di tempo (io leggo tutto PCWorld in bagno), quindi ci si gela abbastanza, e quando si tratta di rialzarsi, rischio di avere la chiappa intorpidita e non riesco a camminare...
Il problema è che la finestra del mio bagno è inzuppata di condensa ed è gonfia, così non si chiude se non con contorsioni e pressioni indicibili. Cose che non posso ancora permettermi e non sono consigliabili dato che poi non si aprirebbe più e sarebbe peggio, visto che diverrebbe impossibile "areare il locale prima di soggiornarvi nuovamente".
Ho appena finito di vedere Lost in translation in DivX.
Che dire?
A parte che Bill Murray mi sta veramente troppo sul culo già dai tempi di Ghostbusters e non ho quella gran simpatia per i giapponesi (se poi qualcuno mi aiuta a capire per chi ho simpatia, mi fa un favore), il film non era poi male. Niente a che vedere con il capolavoro di cui qualcuno parla, però... Direi una commedia americana qualsiasi...
Ma non è sul film in quanto tale che vorrei soffermarmi, bensì sulla qualità audio/video del medesimo. Si tratta, infatti, non di un DVDRip come di solito, bensì di un film registrato con la videocamera al cinema o in altro luogo analogo. Stranamente il video è ottimo. È l'audio ad essere problematico: sembra di essere dentro ad un tubo, ci sono rumori di sottofondo, risate e, immancabile, il cellulare che prende la linea.
Ma come cazzo si fa a mettere in rete film così? Ci voleva tanto ad affittare un DVD e ripparlo per benino?
Piccolo appunto: Scarlett Johansson non è per niente da buttar via...
Pochi minuti fa, per cause ancora imprecisate, la mia cartella "Documenti" si è parzialmente svuotata e, dopo il riavvio, totalmente eliminata dallo scandisk. Si è parlato di "perdita di dati", ma le autorità non si pronunciano.
L'unica cosa che si sà è il numero dei dispersi: fino ad ora 1,36 gigabyte di dati sono andati perduti. Non si sa che fine abbiano fatto, ma si dispera di trovarli ancora in vita. Tra loro, oltre a qualche doc di poco valore, qualche pagina tecnica scaricata, c'erano TUTTE le mie foto, da quando posseggo una fotocamera digitale fino ad ora.
Per fortuna tutti gli scaricamenti erano in altre cartelle, che sono state risparmiate dalla catastrofe, ma 1,36 giga non sono certo bruscolini...
La censura ha eliminato i commenti non rispettosi delle varie religioni, chiamate in causa in un momento di sconforto
Edit del 20-01
Grazie a EasyRecovery di Ontrack (massimo rispetto) sono riuscito a recuperare più di 800 mega di dati, recuperando i 10 anni di vita persi in un colpo. Sì, ho perso qualche file, ma niente di importantissimo: tutte le mie foto sono salve, e anche la contabilità. Ho, però, perso il foglio di Excel su cui segnavo ogni sabato mattina il mio peso da più di 2 anni (il vero motivo per cui sono dimagrito)...
Mamma: Lo devo mettere via o lo leggi?
Io: Cosa?
M: Questo libro... Sarà qui da due mesi...
Io: Che libro?
M: Il Broker, di Grisham
Io: Cosa? Ma stai male? Non ho comprato libri...
M: Eppure... C'è anche il segno dove sei arrivato a leggere...
Mi porta il libro e mi ricordo di averlo comprato anche più di due mesi fa, di averlo cominciato e lasciato lì.
È sempre così: con i libri non vado d'accordo...
Difficilmente ne compro, perchè sono contro il commercio di "opere d'ingegno", come le chiama la SIAE, perchè non si compra o vende il pensiero altrui. Infatti, di solito, leggo quelli degli altri, ma capita che qualche rara volta li compri anch'io.
Comprare, o comunque scegliere, un libro non è cosa facile. Certo, conoscere già l'autore aiuta, ma mica uno scrive tutti libri uguali...
Quindi devo lasciar fare al mio "istinto librario" (che poi si applica anche ai film, ma è un'altra storia). L'istinto parte dall'analisi dello spessore del libro, seguito dall'altezza dei caratteri: un libro spesso più di due centimetri scritto a carattere Times New Roman altezza 10, lo scarto a priori, foss'anche un capolavoro riconosciuto a livello mondiale. Poi si arriva al titolo, che dev'essere sintetico, non poetico e spiegare in massimo tre parole tutto il contenuto del libro (non è facile, ma se uno sceglie il mestiere di scrittore sono poi cazzi suoi). Ci sono titoli che mi farebbero comprare un libro completamente bianco...
Acquistato il libro, viene il bello: non lo leggo subito, lo lascio lì e decido se lo leggerò oppure no. Il metodo è rapido ed infallibile: leggo la prima e l'ultima frase. Se mi piacciono, lo leggo (tanto leggere l'ultima frase non svela quasi mai niente), se non mi dicono niente, lo passo a mia mamma, che lo divora in poche ora, me lo racconta anche se non voglio, e può capitare che lo rivaluti...
Il fatto che decida di leggerlo non significa automaticamente che lo finisca, perchè se non ha un ritmo decente da non farmici più staccare, lo chiudo per mesi, come feci con "Il nome della rosa".
Se, invece, è un libro fortunato, verrà letto in tre giorni al massimo, a seconda del tempo che mi capita, spesso di notte, in modo assolutamente compulsivo, ma anche metodico.
Compulsivo perchè non riesco a staccarmici, metodico perchè, anche quando ci riesco, non posso smettere così, di colpo. C'è una regola anche per quello: smettere quando la pagina di destra termina con un punto, e non è così semplice che accada, quindi la lettura si protrae virtualmente all'infinito.
Poi viene la parte peggiore, la fine del libro. A me dispiace sempre quando finisco un libro, come se un amico se ne andasse, o meglio, come se me ne andassi io da un posto lasciando degli amici.
Che poi non è che mi immedesimi in un personaggio, mi calo proprio nella storia. D'altra parte mi succede in tutto quello che faccio per più di un'ora continuativamente (con interesse). Chi mi conosce può ricordare il mio pensiero "ad albero" sviluppato stando tante ore al PC, evoluto poi in pensiero "ad oggetti" (grazie alla programmazione) cercando in giro per la strada oggetti cliccabili in maniera ossessiva.
Ma tornando ai libri, o meglio al libro in questione, dovrò decidermi a leggerlo, d'altra parte Grisham mi piace, e i legal thriller pure. Perchè non riesco a superare pagina venticinque?
in sottofondo: air -> sexy boy (il video)
So che per molti non c'era bisogno della comunicazione ufficiale, ma penso ce ne sia bisogno...
Pochi minuti fa, mentre ero in bagno, guardo dalla finestra e vedo... che non ci vedo.
Allarmato prendo la boccetta delle lacrime artificiali e ne abuso letteralmente (non che me la sono ingroppata), arrivando quasi a cavarmi un occhio. Liquidi che colano un po' ovunque, occhi lacrimosi come mai, naso che cola, dato che le lacrime artificiali sono andate "in contromano" rispetto a quelle tradizionali e sguardo tipico del cocainomane raffreddato: uno schifo.
Mi asciugo con fazzoletti, asciugamani et similia e, in quel mentre, mi cade l'occhio sulla finestra e cosa vedo? I vetri, da buon bagno, sono totalmente appannati e ricoperti d condensa che impedisce la visuale esterna.
Morale: non sono diventato cieco, sono solo più pirla del solito...
Pare che giri una nuova blog-catena di S. Splinder... Come non accettare l'invito di una donna?
Ci sarebbe da scrivere: 5 tue strane abitudini.
E già è difficile per me trovarle, dacchè essendo mie non le trovo strane, ma normali...
Ma ci provo:
1 - Non utilizzo mai un capo di vestiario appena comprato, perchè "è nuovo" (difficile farmi capire che finchè non lo uso sarà sempre nuovo, ma se l'abitudine dev'essere strana...)
2 - A differenza dei capi di vestiario, qualsiasi altra cosa compri, devo usarla subito, anche prima di arrivare a casa, e in questo sono ossessivo-compulsivo: potrei uccidere qualcuno, se non mi lasciasse aprire la scatola di quello che ho comprato.
3 - Ho l'abitudine di scrocchiare ogni singola articolazione del mio corpo.
4 - Quando vedo uno specchio, ovunque, mi ci metto davanti e faccio le boccacce, anche a costo di far figure perchè non mi accorgo di avere gente intorno.
5 - Appena mi siedo alla scrivania, anche se devo solo telefonare o fare altro, accendo il PC (pur senza motivo)
Ora l'ingrato compito di passare la mano ad altri 5:
Baba
Gabel
Pippo
Thesunshineunderground
And
in sottofondo: caroline löeb -> c'est la ouate